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Con l’arrivo della stagione invernale iniziano a sorgere dubbi e questioni sulla figura del maestro di sci.

In particolare:

  1. Come si inquadra la prestazione professionale?
  2. Come si inquadra a livello fiscale?
  3. E a livello previdenziale?

 

1. LA PRESTAZIONE PROFESSIONALE

In generale possiamo avere due tipi di prestazione:

  • Prestazione occasionale;
  • Prestazione professionale.

E’ doveroso precisare che la prestazione occasionale, svolta nei confronti degli sci club e le scuole di sci, NON è applicabile al maestro di sci, poiché si è in presenza di un professionista iscritto a un albo professionale, disciplinato da un collegio, riconosciuto a livello nazionale e regionale con apposite leggi, pertanto non è previsto lo svolgimento occasionale dell’attività; inoltre la normativa non prevede prestazioni occasionali in tale ambito.

Alla luce di quanto esposto è evidente che l’attività posta in essere da un maestro di sci è una pura attività professionale (libero professionista), soggetta alle relative normative fiscali e previdenziali.

 

2. FISCO: IRPEF, IVA E REGIME FORFETTARIO

IRPEF. Per esercitare l’attività di maestro di sci ci sono generalmente due alternative:

  1. Come libero professionista;
  2. Come associato a una scuola di sci.

A seconda della scelta effettuata si hanno differenti tipologie di reddito:

  1. Nel primo caso avremo redditi derivanti da attività di libero professionista: sono redditi di lavoro autonomo (art. 53 e 54 del TUIR). Il reddito è determinato secondo il principio di cassa, ovvero tramite la “differenza tra quanto incassato e quanto pagato”. Se vengono effettuate prestazioni nei confronti di Enti/Organizzazioni, o associazioni o società come Sci Club o Scuole di Sci, il maestro deve emettere fattura applicando la ritenuta IRPEF a titolo di acconto pari al 20% del compenso percepito (art. 25 del DPR 600/1973). Tale ritenuta verrà versata dall’Ente/Organizzazione “cliente del maestro” entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento. Il reddito derivante dall’attività “libero professionale” sarà dichiarato nel modello Unico nell’apposito quadro “E” e si cumulerà con eventuali altri redditi (terreni, fabbricati, lavoro dipendente, pensioni, partecipazioni, impresa, diversi). Il modello Unico viene inviato entro il 30/09/Anno “n” per i redditi prodotti nell’Anno “n-1”. Se dal modello Unico dovesse risultare imposta da versare, questa andrebbe pagata entro il 16 giugno.
  2. Nel secondo redditi derivanti da attività esercitata da associato ad una organizzazione: sono disciplinati come redditi prodotti in forma associata (art. 5 del TUIR). Tali redditi sono riepilogati nel quadro “H” del modello Unico e si cumula con gli altri redditi.

IVA. Il maestro di sci che svolge la propria attività in forma di libero professionista, senza essere socio / associato di / ad alcuna scuola di sci, è soggetto passivo IVA e, pertanto soggetto ai relativi adempimenti:

  1. Apertura partita IVA con relativo codice attività 85.51.00;
  2. Fatturazione delle prestazioni erogate, con IVA al 22% (art. 21 del DPR 633/1972);
  3. Tenuta dei registri IVA delle fatture di acquisto e delle fatture emesse (artt. 23 e 25 del DPR 633/1972);
  4. Conservazione delle fatture emesse e delle fatture ricevute e di tutta la documentazione contabile e fiscale (art. 39 del DPR 633/1972);
  5. Liquidazioni IVA periodiche, mensili o trimestrali (art. 27 DPR 633/1972);
  6. Invio dichiarazione annuale IVA (entro il 28/02/ anno “n”, per l’anno “n-1”).

REGIME FORFETTARIO. Per i maestri che esercitano la propria attività come liberi professionisti (caso A, non associati a scuole) titolari di partita IVA e per coloro che intendono aprire per la prima volta la partita IVA, il regime forfettario previsto dalla L. 190/2014, art. 1, co, 54 – 89 può essere una valida opportunità (al netto di altre valutazioni dovute al caso specifico).

Dal 01/01/2016, per tale regime, sono previste due aliquote alternative:

  • 15% - aliquota generale;
  • 5% per chi inizia una nuova attività.

Per accedere a tale regime bisogna avere particolari requisiti:

  • Compensi non superiori a € 30.000,00 nell’anno precedente;
  • Costo dei beni strumentali di importo non superiore a € 20.000,00 nel periodo precedente;
  • NON bisogna essere socio di snc, sas, associazioni professionali o srl trasparenti;
  • NON bisogna essere in possesso di redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a € 30.000,00 nell’anno precedente (non considerare rapporti cessati).

Il regime forfettario in analisi prevede le seguenti semplificazioni:

  • Imposta sostitutiva IRPEF del 15%, o del 5% per le nuove attività, da applicare sul reddito calcolato forfettariamente, ossia applicando sul totale dei compensi annui percepiti la percentuale di redditività del 78%, dopo aver dedotto i contributi INPS pagati nello stesso anno (il reddito, pertanto, non si calcola sottraendo i costi ai ricavi);
  • NON si applica la ritenuta di acconto nei casi di compendi per prestazioni effettuate nei confronti di enti associativi / società;
  • La prestazione professionale è in regime di franchigia IVA e si è pertanto esonerati da buona parte degli adempimenti previsti dalla normativa su tale imposta, ossia liquidazione periodica, dichiarazione annuale, tenuta dei registri.
  • NON si è soggetti agli Studi di Settore;
  • NON si è soggetti ad IRAP.

La permanenza in tale regime non ha limiti di tempo, cioè si può rimanere in tale regime fintanto vengano rispettati i requisiti previsti dalla norma. In caso vengano a mancare i requisiti, il contribuente dall’anno successivo dovrà applicare il regime ordinario.

Attenzione: l’aliquota del 5% ha durata pari a 5 anni e si applica solo ai contribuenti che iniziano l’attività a condicione che:

  • Non sia stata esercitata altra attività nei tre anni precedenti (anche in forma associata);
  • L’attività da esercitare non deve essere mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.

 

3. INQUADRAMENTO PREVIDENZIALE

A livello contributivo il maestro di sci che esercita la propria attività in forma di libero professionista - con partita IVA - oppure come socio / associato di / a una scuola di sci – perciò senza partita IVA – deve aprire la propria posizione contributiva INPS Gestione Commercianti.

Per questo tipo di contribuzione si distinguono

  • Contributi fissi, da versare tramite modello F24 a scadenze prefissate (quattro rate trimestrali, 16/05 – 20/08 – 16/11 – 16/02) indipendentemente dal reddito conseguito;
  • Contributi eccedenti il minimale, da versare in saldo e in acconto in sede di dichiarazione dei redditi (segue scadenze e modalità dell’IRPEF) qualora il reddito superi una soglia annualmente fissata dall’INPS (per il 2015 tale soglia era €15.548,00).

L’obbligo contributivo, nonostante la stagionalità dell’attività, non è soggetto a sospensione (INPS, messaggio 20027/2012), con l’eccezione del maestro non titolare di partita IVA.

Se il maestro di sci rientra nel regime forfettario di cui sopra, può beneficiare di una riduzione dei contributi del 35%.

 

Alcuni casi pratici:

- Maestro di sci libero professionista con partita IVA: INPS Gestione Commercianti per tutto l'anno senza sospensione.

- Maestro di sci senza partita IVA associato a scuola di sci costituita in forma di associazione professionale: INPS Gestione Commercianti con possibilità di cancellare la posizione contributiva per il periodo "fuori stagione". 

- Maestro di sci libero professionista o associato a scuola di sci con inquadramento previdenziale sia come lavoratore dipendente (attività prevalente), sia come autonomo (professionista, artigiano o commerciante): NO INPS Gestione Commercianti come maestri di sci.

 

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