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Il Decreto Legge n.50/2017, convertito con modificazioni dalla legge n.96 del 21 giugno 2017, ha apportato delle rilevanti modifiche all’articolo 17-bis “Il reclamo e la mediazione””, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.


Il
procedimento del reclamo-mediazione è un istituto deflattivo del contenzioso tributario: è uno strumento con il quale il contribuente che ha ricevuto un atto di contestazione da parte dell’ente impositore, prima di rivolgersi al giudice tributario, chiede (allo stesso ente) che venga riesaminato l’atto attraverso il reclamo, esponendo le stesse ragioni del ricorso tributario ed accompagnando la richiesta con una proposta di accordo, cioè una proposta di mediazione.

Si tratta di un ricorso anticipato all’Ufficio, attraverso il quale si richiede la riforma parziale o totale dell’atto. Per questi motivi deve possedere gli stessi requisiti di forma e di contenuto del ricorso previsti dalla legge.

I provvedimenti che possono essere oggetto di reclamo e mediazione sono:

  • gli atti emanati dall’Agenzia delle Entrate;

  • gli atti emessi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli;

  • gli atti emessi dagli enti locali;

  • gli atti emessi dagli agenti e dai concessionari della riscossione;

  • atti emessi dai soggetti iscritti nell’albo di cui all’articolo 53 del D.lgs. n. 446 del 1997;

  • gli atti riguardanti le controversie in materia catastale.


Sono esclusi da tale procedura:

  • gli atti di valore superiore alla soglia consentita;

  • gli atti di provvedimenti aventi ad oggetto “Sanzioni accessorie”;

  • gli atti riguardanti istanze ipoteca e sequestro conservativo.


Termini: la procedura deve essere conclusa entro il termine di 90 giorni, decorrente dalla notifica del “ricorso”, ai quali si applica, per espressa previsione di legge, la sospensione feriale dei termini dal 1° agosto a 31 agosto.

Il ricorso, pertanto, non è procedibile fino alla scadenza dei predetti 90 giorni, con la conseguenza che, il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente inizia a decorrere solo una volta trascorso il tempo utile per esperire la procedura.


Nuovi limiti dopo il D.L. 50/2017

Il D.L. n. 50/2017, all’articolo 10, ha esteso la portata applicativa dell’istituto, elevando da 20.000 euro a 50.000 euro il limite entro cui le liti devono essere assoggettate a reclamo-mediazione. Tale novità non ha effetto immediato, ma opererà per gli atti impugnabili, (ad esempio, l’avviso di accertamento, la cartella di pagamento, ecc.) notificati a partire dal 1° gennaio 2018.


Determinazione del valore della lite: tale valore deve essere calcolato prendendo come riferimento l’importo chiesto a titolo di tributo al netto di interessi e sanzioni irrogate. In caso di liti relative esclusivamente a sanzioni, tale valore è dato dall’importo della sanzione contestata. N.B.: ai fini della data di decorrenza, occorre prendere in considerazione la data in cui il contribuente riceve la notifica dell’atto e non la data di spedizione da parte dell’Amministrazione finanziaria (Circolare n.9/E/2012).

 

 

 

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