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Un costo è deducibile se possiede il requisito della inerenza all'attività dell'impresa.

La norma di riferimento è l’articolo 109, co. 5 del TUIR: Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi. ...omissis....

Un costo si considera inerente quando si configura una correlazione fra onere sostenuto e attività produttiva di reddito imponibile.

Con la C.M. 30/9/944 del 07/07/1983 l’Amministrazione finanziaria ha precisato che “il concetto di inerenza non è legato ai ricavi dell’impresa, ma all’attività della stessa, nel senso che si considerano deducibili anche costi e oneri sostenuti in proiezione futura, quali le spese a fini promozionali e comunque quelle dalle quali possono derivare ricavi in tempi successivi”.

Ulteriori contributi sulla questione sono stati forniti dalla Corte di Cassazione:

  • con la sentenza n. 8818/1995 si evidenzia che la deducibilità dei costi e degli oneri è sempre condizionata ad una stretta inerenza degli stessi con l’attività svolta, nel senso che questi devono essere funzionali alla formazione del reddito. Una spesa è quindi deducibile solo quando è strettamente collegata all’attività dell’impresa.

  • la sentenza n. 6502/2000 ha stabilito che l’articolo 109 del TUIR lega “la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, diversi dagli interessi passivi, al riferimento di tali spese … all’attività di impresa in senso ampio, il cui ambito di operatività deve necessariamente essere valutato in rapporto a tutte le attività indicate nell’oggetto sociale e in vista delle quali la società è stata costituita e al cui esercizio i soci sono tenuti a concorrere”. Dello stesso parere è Assonime, che, con l'approfondimento n. 6/2009, sostiene cheun costo è inerente e concorre a formare reddito l’imponibile non in presenza di un legame specifico con i ricavi, ma in virtù di un’afferenza generica all’attività d’impresa. L’inerenza, infatti, è una relazione tra l’onere e l’impresa nel senso che il costo è fiscalmente rilevante ove sussista una correlazione con una attività potenzialmente idonea a produrre ricavi imponibili”.

  • nella sentenza n. 23551/2012 è stato evidenziato come, “in tema di imposte sui redditi affinché un costo sostenuto dall’imprenditore sia fiscalmente deducibile dal reddito d’impresa non è necessario che esso sia stato sostenuto per ottenere una ben precisa e determinata componente attiva di quel reddito, ma è sufficiente che esso sia correlato in senso ampio all’impresa in quanto tale, e cioè sia stato sostenuto al fine di svolgere una attività potenzialmente idonea a produrre utili (vedasi anche sentenza n. 10319/2015).

  • la sentenza della Corte di Cassazione n. 21184/2014 afferma che “l’inerenza è una relazione tra due concetti, la spesa e l’impresa, che implica un accostamento concettuale tra due circostanze per cui il costo assume rilevanza ai fini della quantificazione della base imponibile, non tanto per la sua esplicita e diretta connessione ad una precisa componente di reddito, bensì in virtù della sua correlazione con una attività potenzialmente idonea a produrre utili”.

Nella valutazione dell’inerenza, pertanto,non rileva la diretta afferenza della spesa a un componente positivo di reddito, ma il collegamento di questa con l’attività dell’impresa intesa nel suo complesso.

 

 

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