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L'imponibilità degli immobili posseduti e a vario titolo utilizzati dagli enti non commerciali e, in particolare, dalle ONLUS e dagli Enti Ecclesiastici, è stata caratterizzata da continui e a volte anche complicati e contraddittori cambiamenti normativi e interventi interpretativi e giurisprudenziali.

A seguito dell’apertura di una procedura di infrazione europea per aiuti di Stato nei confronti dell’Italia, il D.L. n. 1/2012 ha avviato una revisione normativa che ha portato all’individuazione della fattispecie di “uso promiscuo”, ovvero l’uso commerciale e non commerciale del medesimo immobile. Tale revisione aveva come obiettivo quello di dare maggiore stabilità e certezza in tale ambito, ma restano diversi aspetti non interamente definiti e suscettibili di approfondimento.

Il MEF, nel 2013, ha chiarito alcuni aspetti operativi ed applicativi relativi all’esenzione IMU degli enti non commerciali, conseguenti al mutato quadro normativo di riferimento attraverso le risoluzioni n. 1DF e n. 3DF. Con la risoluzione n. 4DF ha prospettato la soluzione di alcuni casi pratici, prendendo a riferimento una parte della giurisprudenza di legittimità formatasi in tema di esenzione ICI ed infine, con la risoluzione n. 7DF, ha individuato modalità specifiche per il pagamento con particolare riferimento ai casi di immobili ad uso misto, commerciale e non commerciale.

L’IFEL, con la nota di approfondimento del 1° giugno 2015, analizza la normativa e le posizioni espresse dal MEF, per fornire elementi di valutazione e giudizio utili per i funzionari e gli amministratori dei Comuni, alla luce dei provvedimenti ministeriali emanati e delle scadenze di presentazione delle dichiarazioni, più volte prorogate.

Un aspetto che ha generato incertezze e dubbi è quello relativo alla dichiarazione unica IMU e TASI degli Enti Non Commerciali (ENC). Tale problema è stato definitivamente affrontato dalla legge di Stabilità 2014.

Nella dichiarazione gli ENC devono indicare tutti gli immobili posseduti distinguendo, nelle apposite sezioni, tra

  • immobili totalmenteimponibili (quadro A),
  • immobili parzialmenteimponibili e immobili esenti (quadro B).

Per quanto riguarda gli immobili parzialmente imponibili, gli ENC sono tenuti ad indicare i criteri, stabiliti dal D.M. n. 200/2012, necessari a determinarne la percentuale di imponibilità in ragione dello svolgimento negli stessi di attività promiscua, non qualificabile esclusivamente come non commerciale.

Per quanto concerne invece le modalità di calcolo dell’imponibile in caso di utilizzo promiscuo dell’immobile, va segnalata un’anomalia nel modello di dichiarazione. Le modalità di determinazione del rapporto proporzionale sono definite dall’art. 5, D.M. n. 200 del 2012, il quale dispone che il rapporto è determinato con riferimento allo spazio, al numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali ovvero non commerciali e al tempo.

In pratica l’esenzione parziale deve essere considerata con riferimento ad una combinazione di condizioni:

  • lo spazio, nel caso in cui l’utilizzo promiscuo si concretizzi nella destinazione ad attività commerciali di una parte dell’immobile non separabile funzionalmente sotto il profilo catastale;
  • la platea dell’utenza,qualora l’attività commerciale sia diretta ad una parte degli utenti;
  • il tempodurante il quale si protrae l’utilizzo commerciale dei locali o di quote di essi.

In caso di combinazione dei tre elementi (spazio, tempo, utenza) i coefficienti percentuali di imponibilità devono essere moltiplicati.

Ricapitolando:

  • per le unità immobiliari destinate ad una utilizzazione mista, la proporzione è prioritariamente determinata in base alla superficie destinata allo svolgimento delle attivitàdiverse da quelle esenti, rapportata alla superficie totale dell'immobile;
  • per le unità immobiliari che sono integralmente oggetto di un'utilizzazione mista, la proporzione è determinata in base al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali, rapportato al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali è svolta l'attività;
  • inoltre, nel caso in cui l'utilizzazione mista, oltre che nelle ipotesi sopra previste, è effettuata per periodi limitati dell'anno, la proporzione è determinata anche in base ai giorni durante i quali l'immobile è utilizzato per lo svolgimento delle attività commerciali.

Nel caso più semplice, un immobile utilizzato in modo commerciale per il 50% della superficie nell’arco di un trimestre (25% di un anno), risulterà imponibile per il 50% x 25% = 12,5% del suo valore fiscale.

L’ISFEL ritiene che, a proposito della dichiarazione in oggetto, si possa affermare quanto segue:

  • l’obbligo di presentazione della dichiarazione ENC sussiste esclusivamente per queisoggetti che possiedono immobili esenti, o parzialmente esenti (da indicare nel quadro B), anche se unitamente a fabbricati totalmente imponibili (da indicare nel quadro A);
  • conseguentemente, sussiste l’obbligo di presentazione delladichiarazione ordinaria nel caso di soggetti che possiedono immobili rientranti in una delle altre fattispecie esonerative diverse da quelle sopra considerate, come nel caso di immobili posseduti dagli enti del servizio sanitario nazionale destinati esclusivamente ai propri fini istituzionali (dichiarazione ordinaria con compilazione del campo n. 15 “Esenzioni”).

ATTENZIONE: va evidenziato che né le istruzioni ministeriali né i vari interventi di prassi hanno trattato il caso dell’ente non commerciale che possiede sia immobili esenti, o parzialmente esenti, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera i), D.Lgs. n. 504/1992, sia immobili esenti per una delle altre ipotesi contemplate dalla normativa IMU. In tale ipotesi sembra necessaria la presentazione di una doppia dichiarazione, ovvero di quella prevista per gli enti non commerciali per l’esenzione di cui alla lettera i) e di quella ordinaria per le altre ipotesi esonerative.

La scadenza ordinaria per la presentazione della dichiarazione - come individuata dal D.M. 26 giugno 2014 - coincide con quella fissata dal D.L. n. 201 del 2011: i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.

 

Link utili: Istruzioni IMU - TASI ENC; Sito Amministrazioni Comunali

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