user_mobilelogo

La Cassazione, con l’ordinanza n. 9433/18, ha stabilito che, ai fini delle agevolazioni fiscali cosiddette “prima casa”, il termine di 18 mesi previsto dalle norme per il trasferimento della residenza inizia a decorrere dalla data del rogito, anche se l’immobile è in corso di costruzione.

Sintesi dei fatti. L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Toscana ha dato regione a un contribuente che ha atteso l’ultimazione dei lavori di costruzione dell’immobile per trasferire la propria residenza, come previsto dalla disciplina delle agevolazioni fiscali “prima casa”. La CTR ha ritenuto che il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza presso il Comune ove è ubicato l’immobile rispetto al quale il contribuente aveva richiesto le agevolazioni “prima casa” decorresse dall’ultimazione dei lavori, cioè dal momento in cui si ottiene la certificazione di regolare ultimazione dei lavori, invece che dalla stipulazione dell’atto. La Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e ha ribadito che “in tema di imposta di registro, la fruizione delle agevolazioni cosiddette "prima casa" postula, nel caso di acquisto di immobile ubicato in un comune diverso da quello di residenza dell'acquirente, che quest'ultimo trasferisca ivi la propria residenza entro il termine di diciotto mesi dall'atto, altrimenti verificandosi l'inadempimento di un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, con conseguente decadenza dal beneficio, provvisoriamente accordato dalla legge, salva la ricorrenza di una situazione di forza maggiore, caratterizzata dalla non imputabilità al contribuente e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento, la cui ricorrenza va esclusa in caso di mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, atteso che, in assenza di specifiche disposizioni, non vi è ragione di differenziare il regime fiscale di un siffatto acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato” (Cass. n. 7067/2014). Secondo la Cassazione, la CTR di Firenze commette un errore limitandosi a considerare lo stato dell’immobile (in costruzione) oggetto dell’agevolazione senza ricercare una specifica e obiettiva causa di forza maggiore e sostenendo che il termine di diciotto mesi avrebbe dovuto tener conto delle “lungaggini” burocratiche. La Suprema Corte ha deciso la causa nel merito e ha respinto il ricorso introduttivo del contribuente, condannandolo al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

 

 

Il mio profilo Facebook

Il mio profilo Twitter

Il mio profilo LinkedIn

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie consulta l'informativa.
Cliccando su "Ok, accetto" o continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità all'informativa.