user_mobilelogo

Con la Legge Cirinnà (Legge n. 76/2016) alla famiglia tradizionale (composta da coniugi eterosessuali) è stata equiparata, ai fini civilistici e fiscali, l’unione civile tra due persone dello stesso sesso. La legge prevede quanto di seguito:

Al solo fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge, nonché alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184. Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti”.

Le disposizioni di cui sopra, da un punto di vista fiscale, si traducono nell'applicazione alla coppia dello stesso sesso unita in matrimonio civile delle stesse norme di favore già previste per soggetti di sesso diverso uniti in vincolo matrimoniale. Perciò i soggetti dello stesso sesso uniti in matrimonio civile, a seguito dell'intervento legislativo in parola, possono:

  • presentare il modello 730 in forma congiunta;

  • beneficiare delle detrazioni per coniuge a carico;

  • detrarre/dedurre le spese sostenute per il familiare a carico;

  • dedurre l’assegno di mantenimento eventualmente erogato all’ex coniuge;

  • creare impresa familiare;

  • usufruire delle agevolazioni IMU e TASI in merito all’abitazione principale del nucleo familiare;

  • ecc.

 ATTENZIONE: bisogna distinguere le convivenze di fatto “registrate” dalle unioni civili.

Le convivenze di fatto sono quelle tra "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinita' o adozione, da matrimonio o da un'unione civile".

Le convivenze di fatto “registrate” sono annotate nel registro anagrafico del Comune. I contratti di convivenza sono stati pensati per permettere ai conviventi di fatto registrati (e cioè a quelli che abbiano registrato il loro stato di stabile convivenza etero o omosessuale nei registri anagrafici) di «disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune» (articolo 1, comma 50). Significa che i conviventi di fatto possono affidare a un contratto, appositamente stipulato, la regolamentazione degli aspetti economici del loro menage; si tratta, beninteso, di una opportunità e non di un dovere, in quanto i conviventi hanno la facoltà di svolgere il loro rapporto anche in assenza di un contratto di convivenza.

Si distingue dalla convivenza di fatto l'unione civile: come il matrimonio, l'unione civile si costituisce "di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni". L'atto viene registrato "nell'archivio dello stato civile".

Le unioni civili dello stesso sesso beneficiano delle stesse norme “fiscali” di favore previste per le coppie di sesso opposto unite in matrimonio.

Nel caso delle convivenze di fatto registrate, ciascun componente la coppia è da considerarsi come soggetto autonomo e sottratto alle norme di favore di cui sopra (salvo che per l’impresa familiare, poiché l’art. 230-ter del Codice Civile ne prevede esplicitamente tale possibilità).

 

Novità introdotte dalla Legge Cirinnà

 

Diritto di abitazione

Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli (art. 540 C.C. comma 2). È questo il c.d. diritto di abitazione del coniuge superstite, ossia il diritto a continuare ad abitare la casa coniugale per il coniuge rimasto in vita.

Lo stesso diritto di abitazione ora:

  • è garantito anche al coniuge superstite nel caso di unione civile dello stesso sesso;

  • è garantito anche al partner superstite nelle convivenze di fatto registrate ma con le dovute limitazioni.

 

Detrazioni per familiari a carico

Con la Legge Cirinnà (Legge n. 76/2016) il Legislatore ha equiparato (sia ai fini civilistici sia fiscali) le unioni “civili” dello stesso sesso alle coppie unite da vicolo matrimoniale (di sesso opposto).

Dal punto di vista civile, una volta uniti civilmente, le persone dello stesso sesso diventano “coniugi” e di conseguenza acquisiscono anche le relative parentele.

Dal punto di vista fiscale si applicano le stesse norme di favore previste per il matrimonio tra cui la possibilità di beneficiare:

  • delle detrazioni per coniuge a carico;

  • delle detrazioni per altri familiari a carico (esempio suocera e suocero);

  • delle detrazioni/deduzione delle spese sostenute per coniuge e familiari a carico;

  • presentazione del modello 730 congiunto.

Risulta utile riepilogare con uno schema alcuni elementi appena introdotti

Detrazioni/Deduzioni

Unioni civili dello stesso sesso

Convivenze di fatto registrate

Detrazione per coniuge/partner a carico

 

SI

 

NO

 

 

 

Detrazione per figli a carico

SI

(ma solo per i propri figli naturali o per i figli dell’altro coniuge se c’è provvedimento di adozione del giudice)

 

 

SI

(ma solo per i propri figli naturali o per i figli dell’altro partner se c’è provvedimento di adozione del giudice)

 

 

Detrazione per altri familiari a carico

 

SI

 

NO (salvo che si tratti della propria madre, del proprio padre, ecc.)

 

 

 

Detrazione/deduzione oneri sostenuti per familiari a carico

 

 

 

SI

 

NO

(salvo che trattasi di spesa sostenuta per i propri figli naturali o per i figli dell’altro partner se c’è provvedimento di adozione del giudice o per il “proprio” altro familiare a carico)

 

Modello 730 congiunto

 

SI

 

NO

 

N.B.: In base all’attuale normativa, sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nell’anno d’imposta hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Nei limiti reddituali di cui sopra, possono essere considerati a carico

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

  • i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito.

Tali soggetti possono considerarsi a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero.

Possono essere considerati a carico, sempre entro i soliti limiti reddituali, anche i seguenti altri familiari:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato,

  • i discendenti dei figli,

  • i genitori (compresi quelli adottivi),

  • i generi e le nuore,

  • il suocero e la suocera,

  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali),

  • i nonni e le nonne,

purché convivano con il contribuente o ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.

 

Novità in tema di diritto di famiglia, di successione e di lavoro

Il Legislatore ha esteso alle unioni civili di coppie omosessuali le disposizioni legislative, civilistiche e fiscali, riguardanti il matrimonio eterosessuale.

Nel momento in cui ci si unisce civilmente:

  • per i coniugi sarà prevista la comunione dei beni come regime naturale (la separazione è opzionale);

  • sarà considerata abitazione principale l’immobile in cui i due hanno la residenza e dimora abituale con la conseguenza che non potranno aversi due abitazioni principali per lo stesso nucleo nell’ambito sello stesso Comune;

  • ci sarà diritto all’assegno di mantenimento in caso di separazione;

  • in caso di decesso di uno dei due, l’altro sarà considerato (erede) coniuge superstite con tutte le conseguenze di favore del caso (diritto di abitazione sull’immobile che rappresentava la casa coniugale; diritto alla liquidazione del TFR spettante al de cuius; diritto a far domanda di pensione di reversibilità);

  • ci sarà diritto di richiedere l’assegno per il nucleo familiare;

  • ecc.

 

Per le convivenze di fatto registrate in anagrafe, invece, va evidenziato che

  • il regime naturale è quello della separazione dei beni (mentre quello della comunione diventa opzionale);

  • in caso di decesso, il partner superstite NON rappresenta un erede ma viene tutelato solo il diritto di abitazione (come visto);

  • nessun diritto all’assegno di mantenimento in caso di separazione;

  • non è previsto il diritto alla pensione di reversibilità ed alla liquidazione del TFR spettante al partner deceduto.

Riassumiamo la situazione nella seguente tabella

Cosa

Unioni civili dello stesso sesso

Convivenze di fatto registrate

Regime dei beni

 

Comunione

(opzionale quello della separazione)

 

Separazione

(opzionale quello della comunione)

 

Diritto all’assegno di mantenimento

SI

 

NO

 

Il coniuge/partner diventa erede

 

SI

 

NO

 

Diritto a pensione di reversibilità

 

SI

 

NO

 

Diritto alla liquidazione del TFR del coniuge/partner deceduto

 

SI

 

NO

 

Diritto all’indennità sostitutiva di preavviso in caso di decesso del coniuge/partner

 

SI

 

NO

 

Impresa familiare

 

SI

 

SI

 

Assegno per nucleo familiare

 

SI

 

NO

 

Permesso e congedo per assistere il coniuge/partner disabile di cui alla Legge 104/1992

 

SI

 

NO

 

Diritto a richiedere permesso per lutto e gravi motivi familiari

 

SI

 

NO

 

Congedo matrimoniale

 

SI

 

NO

 

 

 

Il mio profilo Facebook

Il mio profilo Twitter

Il mio profilo LinkedIn

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie consulta l'informativa.
Cliccando su "Ok, accetto" o continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità all'informativa.